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09 Gen

Gravidanza a 41 anni e rischi dell’amniocentesi

admin» Venerdì 9 Gennaio alle ore 13:01

amniocentesithumbnail.jpgBuon pomeriggio, sono la figlia di una donna gravida all’età di41 anni,io ho 19 anni e ho un’altra sorella di 7 anni, sono preoccupata che la gravidanza possa portare brutte sorprese e allora mia madre farà l’amniocentesi,dovremo stare tranquille oppure esiste un’altaprecentuale di rischio data l’età? inoltre vorrei sapere se l’amniocentesi è un processo pericoloso sia per mia madre che per il bambino.
la ringrazio anticipatamente Mary

Se è indubbio che i progressi della medicina e dell’ostetricia hanno reso possibile condurre a termine e in modo più sicuro rispetto al passato gravidanze in età superiore ai trentacinque anni è pur sempre un rischio maggiore quello che si decide di affrontare come neomamme.
Aumenta quasi del doppio rispetto a questa fascia di età il rischio che il bambino possa nascere con anomalie cromosomiche, come la trisomia del cromosoma 21, meglio nota come Sindrome di Down o malformazioni.
Per questa fascia di età infatti l’amniocentesi è gratuita. Il parto può essere più faticoso e possono subentrare alcune complicanze che possono mettere a rischio la salute del bambino, ma anche quella della mamma. E’ anche più faticoso tornare in forma dopo il parto i tessuti sono meno elastici rispetto a quelli di una donna più giovane e il rallentamento del metabolismo rende più complicato perdere i chili accumulati durante la gravidanza.

E’quindi necessario essere consapevoli dei rischi ai quali ci si espone per poterli fronteggiare serenamente, facendosi seguire attentamente dal ginecologo di fiducia ed effettuando tutti gli esami clinici consigliati.

L’amniocentesi è un esame molto sicuro. Gli errori sono eccezionali, in circa un caso su 1000 esami la coltura delle cellule non riesce (per mancata crescita della coltura cellulare, per contaminazione massiva di sangue materno etc.) e il prelievo va ripetuto. Alcuni centri eseguono la ibridazione fluorescente in situ (FISH) con la quale si può avere una risposta preliminare (quella sulle forme classiche di mongolismo) dopo solo 48 ore dall’esecuzione del prelievo, mentre la risposta definitiva si ottiene dopo circa 12-15 giorni.
Le complicanze più frequentemente osservate sono l’aborto e la rottura del sacco amniotico. Il rischio generico è di un aborto su 100 procedure ma in centri altamente qualificati questo rischio scende a 1 aborto su 500 amniocentesi. Esiste poi tutta una serie di problematiche:
- La pressione arteriosa, per solito bassa all’inizio della gestazione, può portare a lipotimia in seguito alla stimolazione vagale operata durante il passaggio dell’ago nel peritoneo
- L’insorgenza di contrazioni è frequente e transitoria
- L’amniotite è una rara complicanza (infezione del liquido amniotico) che conduce ad aborto e, seppur molto raramente, può determinare gravi problemi per la madre
- La rottura traumatica delle membrane


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